Storia di un rospo di stagno

Annotazioni a zampe viscide

venerdì, maggio 27, 2005

poichè l'erba cattiva non muore mai, il rospo è tornato e il suo nuovo domicilio è qui: www.colmaredifronte.splinder.com

Postato da: RospoVerde alle 12:27 | link | commenti (4) |

martedì, ottobre 26, 2004

appendice

mi ero promesso di non mettere mai più mano a questo blog, ma per un'ottima ragione infrango il patto un'unica volta.

il rospo è diventato un libro, grazie a www.jumper.it e può essere acquistato qui
il suo costo è di 7 euro e l'intero mio compenso verrà destinato al centro diurno 'dopo di noi', che si occupa di disabili mentali gravissimi.

il nome dell'associazione ha questa origine: i fondatori, tutti genitori di persone disabili, hanno pensato a ciò di cui avrebbero avuto bisogno i loro ragazzi, dopo i genitori. dopo di loro, appunto.
è un centro che ho avuto la possibilità di conoscere circa un mese fa. l'impatto è stato piuttosto forte: questi ragazzi, oltre ad essere su una sedia a rotelle hanno anche forti complicazioni mentali.
chi se ne occupa (tutte splendide persone) merita di essere sostenuto.

per questo vi invito ad acquistarlo




Postato da: RospoVerde alle 19:22 | link | commenti (34) |

lunedì, maggio 31, 2004

epilogo

è ormai assodato che ogni sei mesi io debba chiudere un blog. ma c'è una ragione per cui chiusi skywalking e una ragione perchè anche il rospo è arrivato al capolinea.
il rospo blog è nato per un'esigenza emotiva, dopo la fine di una storia. ed è anche nato perchè io ero entrato in una nuova fase della mia vita. per questo è stato necessario chiudere il vecchio blog che non mi rappresentava più perchè specchio di quello che io ero sì, ma ormai non più.
così da quella velata e solo apparente solitudine sono nati alf che mi ha tenuto compagnia col suo rude modo di sdrammatizzare, mae che mi ha sempre fatto arrivare le canzoni giuste e che da buona grilla parlante mi ha sempre dato buoni consigli, e tutti gli altri personaggini che ho inventato per rendere la cosa un po' divertente. e per farmi compagnia.
giuro che ogni tanto penso esistano davvero. ah!

ora sta per iniziare una nuova fase della mia piccola vita.
lascerò la pianura padana, vercelli e le sue zanzare per trasferirmi in provincia di ascoli piceno a fare il servizio civile.
sarà quello che si definisce altruismo egoistico, perchè mi metterò a disposizione con la malcelata e goffa speranza di guadagnarci io.

non sono molto bravo a fare ringraziamenti e saluti, nè a raccontare le cose come stanno (ecco forse perchè racconto tutto con personaggi fittizi, mica ci avevo mai pensato), ma in questo anno di splinder ho avuto il piacere di leggere centinaia di blogger geniali e milioni di cose interessanti e per questo vorrei ringraziarvi.
un saluto ai blogger compagni, a quelli che ho avuto il piacere di conoscere di persona, a quelli che avrei voluto conoscere di persona e a quelli che ho perso di vista.
un abbraccio particolare alla triade di blogger che conosco da più tempo (la fata verde, amara e metallica) e tutti quei blogger che ho sempre letto con piacere e con piacere ho sempre commentato.

un abbraccio ancora più forte all'adorabile gra e al suo pozzo di pensieri e a quella meraviglia di elisa, che non si conoscono ma io ho sempre abbinato. non chiedetemi perchè, però... devo ancora scoprirlo.

non dimenticherò mai i viaggi all'autogrill e quelli sulla torino-milano in compagnia dei la crus e dei baustelle, ma ancora di più in compagnia di teo, del degra, di baba, di gabel, della marbella e del suo ciciu.
quelli, insomma, da quattro concerti alla settimana e amici sinceri.

"saluta, alf, che bisogna andare"
"burp"

alessandro

ps: questo è l'indirizzo e-mail che terrò attivo: forzapro@hotmail.com










Postato da: RospoVerde alle 02:43 | link | commenti (138) |

sabato, maggio 29, 2004

mae sta aiutando il rospo a fare la valigia. per tirarla giù dall'armadio c'è voluto un quarto d'ora e una maschera anti gas.

"sarebbe più bello non doverla fare mai, la valigia. soprattutto quando devi farne una così grossa, che sembra non si debba più tornare"
"tu comincia a non pensarlo"
dice mae appoggiando la pila di magliette sul letto
"sarà che non sono mai stato abituato a pensare più lontano di un mese. da lì in poi ci vedo il vuoto"
"il vuoto non c'è, lo sai"
"certo, però sa di nuovo questa valigia"
"certo, te l'ho lavata l'altro ieri!"
urla alf, intromettendosi
"non in quel senso, scemo. fare una valigia stando attento a metterci il costume da bagno e i maglioni per l'inverno, per me è un'esperienza insolita"
"distratto come sei, sì"
"forse anche. massì, mettendola così sembra più semplice"
"rospo, al buio non vedi quello che c'è e ti puoi trovare tra i piedi. ma da piccolo non camminavi in corridoio con la luce spenta?"
"sì, alf"
"all'inizio sbattevi un po' ovunque, poi hai imparato a conoscere gli spigoli, a farteli amici, a contare i passi. immaginati i prossimi mesi come il corridoio a luce spenta, chissà che al fondo tu non trovi l'interruttore"

la luce del sole aveva appoggiato il mento sul tetto dell'edificio di fronte e scivolava piano sul pavimento di casa.
mae, alf e il rospo, dopo un attimo di silenzio ripresero a fare il valigione.
in aria un po' di musica.

Passano
Le straniere comprano
Le fontane crollano
Sono come me
Vengono da tristezze artiche
Nei locali cercano
Forme di ye-yé
(baustelle - arriva lo ye-yé)

*clicca col tasto destro e salva con nome per ascoltare il pezzo della canzone citata*





















Postato da: RospoVerde alle 18:48 | link | commenti (19) |

giovedì, maggio 27, 2004

"ho pensato a lungo, sai. mi sono accorto di aver assorbito quel tuo male di vivere, di averlo fatto mio.
e lì, su quello stradone, io ci sono ancora".

how can it feel, this wrong
from this moment
how can it feel, this wrong
(portishead - roads)

*clicca col tasto destro e salva con nome per ascoltare il pezzo della canzone citata*





Postato da: RospoVerde alle 15:44 | link | commenti (46) |

lunedì, maggio 24, 2004

al ritorno dalla trasferta importante, quella con la t e la i maiuscole, il pullman viene affiancato da una rampa di lancio.
siamo all'altezza del casello piacenza ovest, il traffico è intenso ma scorrevole, il cielo da incorniciare.
l'autista-martire, distrutto da un viaggio fatto di insulti ad ogni autogrill che si supera senza fermarsi, si sta vendicando tenendo le luci accese e la radio su qualcosa di nostalgico anni '60.
la vendetta sarà anche un piatto freddo, ma questo pulito ragazzotto abituato ad accompagnare pensionati a lourdes sta rischiando la vita.

la rampa di lancio risucchia il rospo e lo posiziona sul razzojet che, con potenza e circuiti di mille valvole, schizza nel tramonto a tempera.

"su quei sedili di pullman c'era altro, mica ero da solo a rimuginare su una partita che poteva essere e non è stata. stavo pensando ad altro, su quei diavolo di sedili" pensa il rospo tra sè

il razzojet continua il suo viaggio fino ad arrivare al giardino dello sforzesco, col sole ancora caldo della coda di settembre e...

"ora basta però"

I swear I recognize your breath
memories like fingerprints are slowly raising
(pearl jam - elderly woman behind the counter in a small town)






Postato da: RospoVerde alle 12:10 | link | commenti (53) |

giovedì, maggio 20, 2004

alf e il rospo camminavano per la strada assolata. alf aveva sotto braccio un materassino appena gonfiato e sghignazzava come un bambino.

"bello però il tuo costume" riferendosi al costume a fiorelloni che il rospo indossava "se aggiungevi un altro colore ci facevamo un puzzle sulla vita di nelson mandela"
"i costumi colorati a me piacciono"
grunteggiò rospo fissando la strada

l'asfalto bolliva sotto il sole inferocito.

"alf, ma chi ce l'ha fatto fare?"
"il profumo d'estate, caro. credi forse che stiamo andando verso la spiaggia? stai solo immaginando, gonzo! hai sentito odore di mare (e vivendo in pianura hai avuto anche una bella fantasia), hai sentito il sole scaldare e così ti è venuto un trampolino spaziotemporale"
"capisco. cioè no, ma forse si"

in effetti non c'era nessun mare, nessuna spiaggia e per fortuna nessun materassino. restava alf, ma ormai il rospo ci era abituato. il trampolino spaziotempo aveva fatto il suo effetto, complici le condizioni climatiche, e se si guardava bene era ancora lì che traballava.

help me rhonda
help, help me rhonda
help me rhonda yeah
get her out of my heart
(beach boys - help me rhonda)








Postato da: RospoVerde alle 17:05 | link | commenti (44) |

lunedì, maggio 17, 2004

il sabato mattina ha sempre avuto un'altra faccia.

"no, non quella del day after, imbecille" anticipa il rospo, lasciando così alf con la bocca semi aperta e la battuta ancora in canna

è che sono ore di semi libertà, sicuramente più gustose. e quando c'è bel tempo sembra che tutto galoppi a tempo di rock'n'roll.
il sole è finalmente caldo, il vento si lancia a palla da bowling per dare il ricambio giusto e il pioppo ondeggia soddisfatto.
circondato da tutto questo, il rospo tramanda per l'ennesima volta l'antico rituale del playback voce e chitarra, dove la voce è un boccheggio convinto e da sicura rock star, mentre la chitarra è una scopa.

"come quella delle streghe" dice rapido alf
"questa non faceva ridere"

"dovevo rimediare a prima; questo mi hanno passato il convento e gli autori"

è un riff di vera potenza e il mondo sembra scorrere tutto sulla pista di quelle note, coi pattini a rotelle.

but i am a country boy
e una casa non ce l'ho

condivido questo inferno con te
e quando voglio canto
(tre allegri ragazzi morti - country boy)









Postato da: RospoVerde alle 19:20 | link | commenti (49) |

giovedì, maggio 13, 2004

alf è in un angolo e sta affilando un raggio di sole.

"e come mai ora ti dai alle casalingherie?" chiede il rospo stupito
"se non lo faccio io, qua nessuno si muove! i raggi sono tutti impolverati e voi, invece di rimediare vi lamentate che c'è brutto tempo, che la luce è opaca e che sembra novembre invece che maggio..."
"della casalinga hai preso anche l'ottimo umore... ti vedo raggiante!" e scoppia in una risata

per tutta risposta alf gli lancia un raggetto in testa, con la furia di zeus e la precisione di robin hood.

"ahia!"
"umorismo di basso livello. e la prossima volta mettiti le pattine, quando entri!"

comunque alla fine della giornata, tutti erano d'accordo: alf aveva fatto proprio un buon lavoro. ma ora era arrivata sera, e con lei lo stagno era stato avvolto di nuovo dalla nube pisciona.

"mae, cos'è l'amore?"
"l'amore è uno specchio rotto in due, rospo, e i due lati sono qua rotti nettamente e là scheggiati"

it doesn't matter
if this all shatteres
nothing lasts forever
but i'm praying
that we're staying
together
(depeche mode - it doesn't matter)












Postato da: RospoVerde alle 17:11 | link | commenti (65) |

martedì, maggio 11, 2004

ancora una volta si scende dalle montagne, ancora una volta dopo un concerto, ancora una volta e per poco ancora.
ci sono volte, come questa, che si ha un po' il tempo contato e anche se al timer non è attaccata una bomba, sembra che debba finire il mondo. cosa fare in questi giorni? cosa fare di questi giorni?

la sera calda viaggia sul binario due di un immaginario singolare, perchè di collettivo, ora, quasi non c'è da dire.
cosa fare di questi giorni?

"dovresti darti una risposta in fretta, rospo" dice alf "mica siamo qui per capodanno"

e il rospo si sente anche un po' più grande. quella famosa responsabilità che prima o poi sarebbe dovuta arrivare ora è lì, sull'entrata dello stagno; e bussa forte.
c'è poco tempo da perdere, o forse no, ma comunque presto le cose cambieranno e quella responsabilità finirà dritta sulle spalle a vestire regalmente il pellame rugoso.

"nei tempi prestabiliti sta avvenendo quello che era nei programmi, eppure tutto è scappato via, tu compresa. ed il mondo è cambiato, sembrano passati cent'anni, come cent'anni sembrano passati dall'inizio di questo campionato infinito, che proprio ora ha segnalato l'ultima uscita sulla sinistra, direzione spareggi salvezza.
e dopo che tutto questo tempo immaginario è trascorso, è cambiato tutto e non è cambiato proprio niente.
io sono ancora qui a fissare l'aria, con la netta sensazione che di tempo ne è passato proprio poco"

"la malinconia non esiste. si chiama distrazione, perchè di questo si tratta: il pensiero blu di prussia è solo un modo per distogliere l'attenzione dal bersaglio grosso, dalla vera verità degli eventi" raccontò mae, con in braccio una chitarra

perchè in un angolo dello stagno mae e cristina donà stavano improvvisando una versione personalissima di how deep is your love, versione che gli stellar ray rapiranno con le calze in testa e la pistola puntata, nascondendola poi nel loro album, traccia numero dodici. ma non ditelo a nessuno.

i know your eyes
in the morning sun
(stellar ray - how deep is your love)








Postato da: RospoVerde alle 02:25 | link | commenti (48) |

 

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